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Rodaggio corretto del motore

Scaldare e raffreddare il motore: come trattarlo nel modo giusto
Ritratto di Bartek nel team Toyota di Formula 1
da
Bartek Bartoszewicz
Professionista del tuning

Come far durare di più il tuo motore

Un motore va sempre trattato con cura, soprattutto quando ne aumenti la potenza. In questo caso, infatti, il calore, l’attrito e altre forze lo sottopongono a sollecitazioni estreme.

Per goderti il tuo motore il più a lungo possibile, segui attentamente i consigli di questa pagina. Così potrai rodare correttamente tutti i nuovi componenti. Questo significa anche portare il motore in temperatura e lasciarlo raffreddare come si deve. Il tuo motore da corsa appena assemblato ti ringrazierà!

Pistone usato davanti a un motore

I regimi elevati e tirare fino al limitatore di giri sono estremamente dannosi

Più è alto il regime del motore, maggiore è anche il carico e l’usura. Quindi, con l’aumentare dei giri motore e della frequenza con cui si viaggia ad alti regimi, si accorcia la vita del motore.

Ecco perché dovresti sempre far scaldare e raffreddare il motore

Soprattutto all’avviamento a freddo del motore, diversi componenti come pistoni, cuscinetti e lubrificanti non sono ancora a temperatura di esercizio. Per questo, nella fase di riscaldamento vanno evitate alte rotazioni (oltre 3000 giri/min). Solo da una temperatura olio superiore a 80°C il motore può essere portato a regimi più alti. La temperatura dell’olio non dovrebbe superare i 110°C. Il punto ideale di rilevamento della temperatura olio è nel blocco motore e non in punti esterni come, p. es., sul radiatore dell'olio. Altrettanto importante è la temperatura del liquido di raffreddamento. Questa va sempre tenuta d’occhio e non deve mai entrare in zona rossa.

Altrettanto importante è una corretta fase di raffreddamento del motore. Soprattutto con temperature ambiente elevate e/o dopo una guida spinta, come ad esempio in pista, il motore non deve essere spento subito! Il motore va prima raffreddato guidando a basso regime e/o lasciandolo girare al minimo. Sia la temperatura dell’olio che quella dell’acqua dovrebbero scendere a un livello di circa 80°C prima di spegnere il motore. Questo serve, tra le altre cose, a proteggere i componenti interni e anche il turbocompressore, per evitare ad esempio danni da surriscaldamento (calore da fermo).

Ne consegue anche che l’utilizzo su tragitti brevi (ad esempio un tragitto di cinque minuti fino al panificio) è dannoso per qualsiasi motore, perché la temperatura di esercizio non viene raggiunta. In questi casi è consigliabile l’installazione di un riscaldatore supplementare per ridurre la fase di riscaldamento. In generale, andrebbero evitati gli avviamenti del motore con temperature esterne molto basse.

Launch Control, Anti-Lag, iniezione d’acqua, gare di accelerazione e altre chicche

Esistono vari feature per aumentare la potenza del motore o migliorare la risposta del motore o del turbocompressore. Tra questi ci sono, p. es., Launch Control, Anti-Lag, iniezione d’acqua, ecc. Funzioni come queste sono estremamente dannose per il motore e per altri componenti e portano molto rapidamente a danni imprevedibili fino al guasto totale del propulsore. Hanno la loro origine nel motorsport, dove i motori e le auto da corsa di solito venivano costruiti solo per una gara. Nel motorsport si richiede la massima potenza nel minor tempo possibile. Lì di solito i soldi non giocano un ruolo così importante e motori e veicoli vengono completamente sostituiti con nuovi componenti dopo le gare.

Gli intervalli di manutenzione devono essere anticipati

La sostituzione dei normali componenti soggetti a usura come, p. es., candele, olio motore, bobine di accensione, cuscinetti di banco, cinghia di distribuzione o catene deve essere effettuata prima sui motori elaborati. Il carico su questi componenti è decisamente più alto con l’aumento della potenza del motore, motivo per cui hanno anche una durata di vita ridotta. Consigliamo in generale di effettuare gli intervalli di manutenzione al più tardi dopo 5000 km.

Bartek Bartoszewicz
Professionista del tuning
La sua prima auto è stata una Polo Serie 1 con un carburatore doppio Weber 40 e 129 CV. La seconda è stata un'Audi 50 e oggi Bartek mette a punto Lamborghini da 1000 CV. Già da ragazzo, Bartek smontava i veicoli e li rimontava meglio. Scriveva gli esami di maturità con le dita sporche di olio. Il meccanico specializzato nella costruzione di motori e cambi era determinato a entrare nel mondo del motorsport. Nei suoi 10 anni di carriera in Formula 1, ha supervisionato 73 gare, anche come meccanico dei motori di Ralf Schumacher alla Toyota. Dal 2010 si dedica completamente alla sua azienda BAR-TEK® e aiuta i suoi clienti a portare i motori VW e Audi alle massime prestazioni.
esperto in
Motori
Cambi
BAR-TEK® da vicino

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